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Noto: un Manifesto sull’Orto Occhipinti.

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Noto: un Manifesto sull’Orto Occhipinti.

Pubblichiamo il documento-manifesto che è stato elaborato da alcune Associazioni e da Cittadini a seguito della Giornata del fascino delle piante in cui esperti, studiosi e tecnici hanno discusso del futuro dell’Orto Occhipinti. Lo stesso è stato inviato al Sindaco e alla Vicesindaco del Comune che ne è ente proprietario perché se ne possa tener conto per successivi provvedimenti.

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MANIFESTO SUL PROSSIMO FUTURO DEL GIARDINO OCCHIPINTI

 La Giornata del Fascino delle Piante organizzata il 27 Maggio dal Consorzio Universitario di Noto (CUMO) per celebrare la bellezza e l’intelligenza del mondo vegetale ha avuto anche l’obiettivo di far conoscere ai cittadini netini, e non solo, un luogo carico di fascino e di storia che fino a quel momento era rimasto ignoto ai più. Questo luogo è il Giardino Occhipinti, fondato dal farmacista netino Corrado Occhipinti negli anni Trenta dell’800, come orto botanico personale, probabilmente ad uso della sua professione. In seguito alla morte del fondatore, il Giardino Occhipinti non ha più ricevuto le cure necessarie per continuare a fiorire e prosperare, ma nonostante questo si è mantenuto un luogo fertile, sebbene in parte selvaggio. Con l’obiettivo di farlo divenire un luogo vivo, fruito da cittadini di ogni età, ci proponiamo di lavorare, nell’immediato futuro, ai punti programmatici che seguono.

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– Abbiamo cominciato ad addentrarci nello scosceso territorio del giardino, tra la vegetazione ingarbugliata, per cominciare a mettervi ordine e permettere a tutti godere senza rischi di questo luogo. Il lavoro da fare per rimettere in sicurezza gli accessi e i passaggi tra i diversi livelli del terreno è tanto e ci proponiamo di coordinare il lavoro di squadre specializzate nella messa in sicurezza di luoghi pubblici.

– Perché il Giardino Occhipinti diventi un luogo rigoglioso è necessario che la sua vegetazione, arborea e cespugliosa, sia curata da persone capaci e di esperienza. Il giardino necessita di cure estensive per scongiurare gli incendi in estate e per assicurare la fertilità durante tutto l’anno. Le specie più invasive devono essere tenute sotto controllo per lasciare il dovuto spazio a quelle più delicate o rare. Per questo motivo è necessario che l’Orto Occhipinti trovi presto un giardiniere appassionato del suo mestiere e sedotto dal luogo e dalla missione che gli viene affidata. Costui dovrà farsi carico dell’uscita del giardino dallo stato d’incuria in cui versa attualmente; dovrà progettare gli spazi e curare l’ordinaria manutenzione. Solo con il lavoro e vivendo il giardino giorno per giorno, insieme ai suoi fruitori, potrà farne la conoscenza in tutte le stagioni e farlo crescere per soddisfare le esigenze degli utenti, senza confliggere con la natura.

– Il giardiniere dovrà essere aiutato, soprattutto nelle prime fasi, dal parere di esperti botanici che sappiano censire le specie oggi presenti, soppesandone l’importanza storica e botanica. Durante una passeggiata esplorativa fatta a Maggio con Paolo Belloni, fondatore del conservatorio botanico I Giardini di Pomoma e intervenuto al convegno della Giornata del Fascino delle Piante, abbiamo scoperto che il Giardino Occhipinti custodisce alcune specie di agrumi probabilmente risalenti all’epoca della sua fondazione. Pertanto contiamo di avvalerci delle competenze della dott.ssa Luigia Iuliano, direttrice del Centro Sperimentale e Dimostrativo dell’ARSSA Regione Calabria di Lamezia Terme, la quale, essendo esperta in fatto di specie antiche di agrumi e lavorando alla loro catalogazione e propagazione, ci potrà aiutare ad approfondire la conoscenza del giardino e a salvaguardarne il patrimonio botanico.

-Nel livello più basso del giardino è stato trovato un piccolo ipogeo con delle nicchie votive, probabilmente utilizzato come luogo di culto in epoca altomedievale. E’ nostra intenzione indagare su questo sito archeologico chiedendo l’intervento della Soprintendenza di Siracusa, già messa a conoscenza del rinvenimento. Al contempo intendiamo approfondire le ricerche sulle memorie dei rivoluzionari antiborbonici che a Noto si riunivano nel Giardino Occhipinti durante i moti del 1848.

– Nel giardino esistono anche altri ambienti ipogei (forse i sotterranei del settecentesco convento di Santa Maria del Gesù), che intendiamo esplorare con l’aiuto di speleologi, per valutarne l’interesse storico.

– La riscoperta di un frammento di campagna in un ambiente urbano così centrale come quello del Giardino Occhipinti offre la possibilità di istituire un luogo di riscoperta e trasmissione della cultura materiale rurale del nostro territorio, nonché delle scienze agrarie e ambientali. Sul modello degli Orti Urbani sorti negli ultimi anni in molte città europee, vogliamo creare a Noto un luogo dove i bambini e gli adolescenti, con i loro insegnanti, trovino lo spazio adeguato per apprendere dalla natura, per sperimentare e mettere alla prova l’inventiva e il talento, uno spazio dove la conoscenza non appartiene più a nessuna categoria, ma solo alla persona che la possiede e a quelle che hanno la giusta curiosità per imparare. Inoltre, per gli studenti degli istituti secondari superiori, potrebbe essere l’opportunità di usufruire del metodo didattico dell’alternanza scuola-lavoro.

– L’Orto Urbano Occhipinti sarà aperto anche alle famiglie e agli anziani, che avranno modo di tramandare un sapere empirico altrimenti destinato a rimanere nel passato. Ci impegneremo attivamente per conservare la memoria materiale e gestuale legata alla cultura iblea dei contadini e degli artigiani, cercando sinergie con organizzazioni che hanno le stesse finalità e le perseguono in altri territori.

– La vicinanza del CUMO, il cui attuale Consiglio di Amministrazione fortemente intenzionato a respingere ogni progetto di cementificazione nel Giardino Occhipinti, e invece profondamente motivato a far tornare la natura protagonista di quel luogo, crea  il contesto perfetto per l’organizzazione di workshop aperti a tutti. I temi saranno i più diversi: botanici, ambientali, paesaggistici e artistici, dai principi e le tecniche della permacoltura alla raccolta e conservazione di piante spontanee e coltivate; dalla fotografia al disegno e alla pittura di paesaggio. Il CUMO è anche il luogo adatto a ospitare incontri e dibattiti, talvolta aperti a tutti, altre volte dedicati a un pubblico di specialisti che potranno attivare azioni di ricerca e di studio.

– Traendo vantaggio dalla vocazione del CUMO di formare educatori e selezionando i migliori partner per ciascun progetto, il Giardino Occhipinti e l’edificio annesso potrebbero diventare la sede di corsi di formazione indirizzati specificamente a fornire le competenze necessarie a coloro che negli ultimi anni hanno accolto nelle proprie aziende agricole degli spazi per la didattica (fattorie didattiche), ma che non hanno alle spalle degli studi pedagogici o da educatori; o anche per coloro che hanno compreso il valore curativo del contatto con la natura (ecotherapy) e con gli animali (pet therapy) e si affacciano adesso alla professione di terapista.

– Vorremmo che la cura dell’Orto Occhipinti innescasse una partecipazione motivata dei cittadini, delle istituzioni e degli studiosi alla tutela dei beni comuni della città, con periodici incontri e rendiconti pubblici. Sarebbe un primo esempio di relazioni, collaborazioni e responsabilità simmetriche in un contesto vivo e dinamico, seppur limitato.

Siamo determinati a fare del Giardino Occhipinti un luogo vivo, dove la diversità naturale e umana si incontrino e prosperino per migliorare la nostra civiltà. Siamo pronti ad affrontare tutte le difficoltà che ne derivano e vogliamo rimboccarci le maniche e metterci subito al lavoro.

Chiediamo che l’Amministrazione Comunale, le scuole e le istituzioni pubbliche ci sorreggano,                                               ci aiutino, collaborino con noi dichiarando la propria volontà.

Gli Appassionati del Giardino Occhipinti

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