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Consegnata la Pala d’Altare di San Corrado a Roma

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Consegnata la Pala d’Altare  di San Corrado a Roma

 UNA PALA D’ALTARE DI SAN CORRADO A ROMA

Il sindaco Bonfanti: “Il momento più significativo dell’anno Corradiano”

 NOTO, 16 febbraio, 2016 – Commozione, fede, partecipazione. Tutta nel nome di San Corrado. Perché è attraverso il Santo Patrono della città di Noto, i cui festeggiamenti per il quinto centenario della beatificazione si concluderanno venerdì 19 febbraio, che si è svolta la cerimonia della consegna di una Pala d’Altare nella chiesa Santa Maria Odigitria (*) a Roma. Alla consegna dell’opera su San Corrado del netino Francesco Coppa in via del Tritone a Roma, ha partecipato una nutrita delegazione capeggiata dal sindaco Corrado Bonfanti e dal vescovo Mons. Antonio Staglianò. 

 San Corrado Confalonieri: copia del M° Franco Coppa dalla pala  di Sebastiano Conca (1680-1764) all'Eremo Fuori le Mura di Noto.

San Corrado Confalonieri: copia del M° Franco Coppa dalla pala di Sebastiano Conca (1680-1764) all’Eremo Fuori le Mura di Noto.

<<E’ stato un momento tra i più significativi se non il più significativo dell’anno Corradiano – ha sottolineato il sindaco Corrado Bonfanti –. Un collegamento già forte ma oggi ancora di più tra la comunità netina di Roma e la chiesa di Santa Maria Odigitria, la chiesa dei siciliani e Noto città e sede della Diocesi. La cappella dedicata al nostro amato Santo Patrono si arricchisce di una pala d’altare straordinaria, opera del maestro Coppa, e della scoperta di due affreschi che riproducono alcune tappe significative della vita di Corrado Confalonieri frate Francescano. Una grande emozione, un grande evento storico nel nome di San Corrado, unico e solo collante della nostra meravigliosa comunità sparsa nel mondo>>.

L’autore del quadro raffigurante San Corrado consegnato nella chiesa presieduta dal Cardinale Paolo Romeo (ex arcivescovo di Palermo) è, come detto, il netino Francesco Coppa, artista che durante la realizzazione dell’opera si è ispirato ad un quadro del napoletano Sebastiano Conca, del XVIII sec. (1780-1790) che si trova all’Eremo di San Corrado di Fuori. La delegazione netina con in testa il sindaco Bonfanti e il vescovo Staglianò era composta dal vicario episcopale per la pastorale e la cultura Mons. Ignazio Petriglieri, dal direttore ai Beni culturali della Diocesi Salvatore Maiore, dal responsabile della Cattedrale di Noto Corrado Di Lorenzo, dal responsabile della Pro Noto e responsabile diocesano delle Confraternite Piero Giarratana, dal presidente della Cooperativa Etica Diocesana Salvatore Celeste, oltre che dai Fedeli e Portatori dei Cilii di San Corrado e dallo stesso artista accompagnato dal fratello. La delegazione netina ha incontrato per l’occasione l’associazione di netini che vivono a Roma presieduta da Carmela Rizza.

Il parroco della chiesa di Santa Maria Odigitria Mons. Giuseppe Blanda, così come tutta la confraternita dei siciliani, hanno espresso grande commozione e dimostrato profonda accoglienza alla delegazione netina soprattutto durante il messaggio del vescovo Staglianò e del grido dei Fedeli e Portatori dei Cilii che suscita sempre una certa emozione: “E cu tuttu lu core, ciamamulu…evviva San Currau!”. Emozione e partecipazione, insomma. Perché l’evento ha segnato un passaggio importante legato al culto di San Corrado. Che non è più circoscritto al territorio di Noto o all’intera Isola ma che grazie a questa donazione in una chiesa del 1500, costruita da padre Cataldo originario di Palazzolo Acreide, si è espanso a Roma, così come la stessa devozione era già stata fatta propria nelle città di Piacenza e a Malta. Nella Capitale, poi, questo evento assume ancor di più un significato particolare vista la numerosa colonia di netini che vive da anni a Roma e che d’ora in avanti potrà avere un punto di riferimento spirituale e potrà così ampliare la propria fede e il proprio culto nel nome di San Corrado.

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