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Noto, Chiesa di Sant’Agata: “Lettera al Direttore” di Nuzzo Monello

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Noto, Chiesa di Sant’Agata: “Lettera al Direttore” di Nuzzo Monello

Noto, Chiesa di Sant’Agata: “Lettera al Direttore”

Il filo sottile del ragno che tesse la tela!

di  Nuzzo Monello

AVVERTIAMO IL LETTORE di cliccare qui sotto sul “dialogo” seguito alle mie parole che,sull’alienazione della Chiesa di Sant’Agata in Noto,si è scatenato in Facebook…

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La Lettera di Nuzzo Monello parla a Nuora perché… troppe vecchie Suocere intendano e… la smettano, almeno,di ciarlare tra loro ciecamente,ignorando i nostri FATTI di mezzo secolo sulle Chiese Chiuse in Noto dal 1976 sulla mia Rivista NETUM!  Biagio Iacono

Caro Direttore,

                           per capire il “disagio”, che spesso abbiamo tentato di superare, esso è stato ed è ancor oggi, necessario proprio per comprendere i motivi per i quali agitiamo da troppo tempo gli acquitrini stagnanti. Purtroppo, tutte le ambizioni di sviluppo e progresso civile sono franate ancor prima di poter fronteggiare e valorizzare gli aspetti culturali, ambientali, economici e sociali che Noto ha potuto offrire.

L’ambizione di volere Noto in cima al mondo e allo stesso tempo ombelico di esso, non ha trovato il giusto appoggio nelle proprie radici culturali, tali da riportare l’identità del luogo nel “valore” umano, monumentale e ambientale. Al grido di dolore ha creduto, voluto e ha dato credito l’Unesco conferendo alla città l’onore di rapportarsi quale “Bene dell’Umanità”.

Ciò è vero, ma è anche vero che, la frenetica improvvisazione e la corsa verso l’auspicato Eldorado, non ha permesso un adeguato tempo di preparazione degli eventi. Eppure, sono trascorsi 44 anni a partire dalla 1ª Infiorata di via Nicolaci, non tutti felici né tutti sereni, passati con grossi “disagi”, forti dubbi di ripresa e chissà, forse, miracolati dalla riedificazione della Cattedrale che ci ha portato un afflusso di visitatori, non inaspettato, ma consistente. Anche questo purtroppo ha fatto sì che dalle sue radici e tradizioni siano emersi grandi “malintesi”: abbiamo creduto di essere già in grado di poter competere con chi da decenni collaudava percorsi di accoglienza con piena soddisfazione, e invece no!

Finestra del SS. Salvatore -1 Foto di Nuzzo Monello

Dal 2002 si è spostato il baricentro dalla testa pensante alla gola ghiotta e per ingordigia dal valore estetico architettonico e urbanistico al portafoglio. Comportamenti che divergono dal “valore in sé” ad inadeguata sopravvivenza turistica, al facile impinguamento di fondi europei e, oggi, al tanto famigerato PNRR, tanto per passare dalla padella alla brace.

Dall’incapacità all’accaparramento di avere una visione culturale d’insieme e di progettare nel rispetto dei cittadini, delle loro attività e del territorio con investimenti per un futuro amministrativo capace di rendere le “laboriosità” protagoniste del proprio progresso. Soverchiati dal “mercato del turismo” è successo, invece, che l’arroganza dell’ego dei rappresentanti della città è prevalsa spesso sulle aspettative dei cittadini, facendo in modo che il “progresso” fosse più legato ai grandi “nomi famosi di ogni filiera”.

Tanto per portare un esempio: nell’arte sembra prevalere l’interesse del singolo Critico, molto di moda, che inibisce, con le sue costanti e saccenti arringhe, un pensiero avanzato inferente lo sviluppo dell’arte contemporanea, appiattendola su nomi famosi in ogni dove con mostre di richiamo come per le allodole.

Detto questo, caro Direttore, riconoscerai per vera la “miseria” cui tu fai cenno, che dai primi anni ’70 ha promosso e agitato, per quel che era possibile, la cultura locale traendo persino tra le tue colonne aspetti della cultura nazionale e internazionale. Mai ti sei piegato!

Finestra del SS. Salvatore 2 – Foto di Nuzzo Monello

Ora al dunque: ti sembra “intelligente” per la nostra Città d’arte “Bene dell’Umanità” barattare i monumenti con moneta di scarso valore? Non sarebbe stato il caso che, proprio attraverso l’opportunità del famigerato PNRR, s’incrementasse il “restauro conservativo” per poter offrire ai visitatori altre opportunità culturali anche attraverso pagamento? Puoi giustificare, come sensibilità culturale, il porre a ticket la via Nicolaci per il Saluto alla Primavera defraudandola del suo peculiare “valore artistico-monumentale” e oscurando lo scenario dell’Arazzo prospettico della via come un tutt’uno all’Infiorata?

Padroneggiare il “mercato” per esercitare il proprio ruolo di dominio estetico-culturale e patrimoniale di Noto, Bene dell’umanità! Certo, non possiamo tollerare gli “sproloqui” e le offese di personaggi salottieri insediatisi a Noto come ragni che occupano gli angoli dei soffitti per tessere ragnatele infide e illusorie, per far catturare orizzonti sognanti, cieli dorati e aurore ammalianti!

È certo che, Coloro i quali hanno speso la propria vita nell’impegno civile per Noto, non potevano non condividere il dolore con i propri concittadini offrendo vie e alternative: esplode, invece, il cosiddetto senso critico delle castronerie ispirate, senza dubbio, da non pochi ed ultimi arrivati pervasi nel tessere ragnatele con fili da novella esterofilia elitaria.

Nuzzo Monello

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