“Corrado Confalonieri, San Corrado l’eremita-12 luglio 1515~2025: 510° anno del culto” di Nuzzo Monello
Caro Biagio, mi rivolgo alle tue colonne per la pubblicazione di un evento, che credo possa interessare l’opinione pubblica, tra i molteplici festeggiamenti agostani in onore di San Corrado. Su invito, dell’Associazione Fedeli e Portatori di San Corrado, sono stato coinvolto, quale artista, sin dal mese di aprile, per la preparazione del Calendario 2026 in onore di San Corrado, nella predisposizione di una tavola pittorica che tracciasse i motivi della conversione, la trasformazione, l’ascetismo e l’opera Santa di San Corrado Confalonieri. Certo dell’interesse che il Calendario potrà suscitare tra i Fedeli in questa ultima settimana di agosto a chiusura dei festeggiamenti in suo onore, ti allego, oltre ai materiali già inviati, il testo completo di alcuni momenti: di come ho vissuto, realizzato e partecipato all’evento.
Ti ringrazio cordialmente. Nuzzo. Sant’Elia, 24 agosto 2025.
Corrado Confalonieri,
San Corrado l’eremita.
12 luglio 1515~2025:510°anno del culto.
di Nuzzo Monello
“Per meglio serviri a Deu, illu addimandau il Signore unni fussiru li megghiu aggenti di Sicilia, e li Siciliani ci dissuru: che a lu Val di Noto su li megghiu genti di Sicilia”.
Così ci riferisce padre Eugenio Guiti confessore del Santo, nella vita di S. Corrado scritta nel 1351:
Misure della Tavola:
Opera di Nuzzo Monello, Acquerello su cartoncino I264 Fabriano – A4/21×29,7 – 300g/m.
Breve descrizione della Tavola:
“Presa consapevolezza del danno arrecato alle colture e alla popolazione per aver causato un vasto incendio presso la località denominata Gorgolare, Corrado, vinto dal rimorso, è sopraffatto dal senso di responsabile onestà e giustizia. Decide l’isolamento e successivamente il pellegrinaggio sull’esempio di San Francesco d’Assisi, indossando il saio dell’Ordine Terziario. Dopo lungo peregrinare anche in Terrasanta e Malta, approda in Sicilia. Qui trova, nelle grotte, stabilità nel rapporto ascetico tra Natura e Spirito, lasciando le sue orme di trasformazione e della sua Santa Opera a Noto nella grotta della Valle dei Pizzoni e nelle zone limitrofe.”
Associazione Fedeli e Portatori di San Corrado:
Festeggiamenti in onore di San Corrado
Quest’anno, 2025, attesa e voluta dai Fedeli e Portatori di San Corrado si è svolta, allo scadere del 10° anno come da tradizione, la solenne traslazione in processione dell’Urna di San Corrado da Noto all’Eremo dei tre Pizzoni e successivamente a Noto Antica.
I festeggiamenti in onore di San Corrado, sono iniziati il 20 luglio 2025 con la solenne traslazione dell’Urna dalla cappella all’altare maggiore, accompagnata dai Portatori dei Cilii fedeli a San Corrado, alla presenza di numerosi devoti, della rappresentanza dell’Amministrazione Comunale e delle Confraternite netine. La cerimonia è stata presieduta dal parroco della Cattedrale Don Maurizio Novello che ha evidenziando i momenti salienti delle celebrazioni in corso, tra cui la presentazione del Calendario ufficiale della Società Fedeli e Portatori di San Corrado, in vendita dal 27 di luglio finalizzata ad opere di beneficenza.
Presentazione in Cattedrale del Calendario 2026
in onore di San Corrado – 20 luglio 2025
Il calendario approntato per l’anno 2026 riproduce tredici tavole pittoriche, compresa la copertina, di Artisti locali, nelle quali si narra il legame ascetico e la spiritualità del Santo intrisi dagli aspetti cristiani tramandati dalla tradizione popolare in suo onore. Ha concluso la cerimonia l’invocazione a San Corrado, genuina espressione della tradizione voluta dai fedeli e portatori dell’Urna, affinché li assista in questo periodo di grandi festeggiamenti in suo onore.
Il percorso preparatorio del calendario, avviato nel mese di aprile, con gli inviti agli artisti e il supporto del Presidente dell’Associazione Francesco Berrini e dai portatori Amatore Paolo e Carmelo Roccaro, si è concluso con la terza riunione tra Artisti e Organizzatori dell’evento tenutasi il 16 giugno con la consegna delle tavole uniformate al formato cartoncino A4 su foglio A3, alla tipografia Santocono di Rosolini, dopo aver sorteggiato la collocazione di ciascuna opera nei vari mesi dell’anno, affinché ne elaborasse la stampa. È stato evidenziato inoltre, la gratuità delle opere all’Associazione che le esporrà permanentemente nella propria sede.
Artisti e Associazioni aderenti:
* Copertina, Coppa Francesco
– Gennaio, Leone Gianpaolo
– Febbraio, Roccaro Corrado
– Marzo, Carnemolla Gianpaolo
(Ass. Petali d’Arte)
– Aprile, Leone Tiziana (Ass. Opificio4)
– Maggio, Montoneri Oriana
(Ass. Maestri Infioratori)
– Giugno, Perricone Cettina e Galizia Gioele
– Luglio, Figura Giovannella e
D’Amico Corrado
– Agosto, Cosentino Dalila
(Ass. Ist. Matteo Raeli)
– Settembre, Coppa Francesco
(Netini di Roma)
– Ottobre, Marziano Giuseppe
– Novembre, Monello Sebastiano
(Nuzzo Monello)
– Dicembre, Carpino Gabriel
(Ass. CulturArte).
Inoltre, come anticipato dal tipografo Enrico Santocono, è in preparazione una brochure a sue spese, che ritrae ciascun autore, in tre foto, durante la realizzazione della tavola, assieme ad una breve descrizione dell’opera e cenni biografici dell’autore.
Nuzzo Monello
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Brevi cenni sulla vita di San Corrado Confalonieri
San Corrado Confalonieri, eremita, patrono della città e diocesi di Noto, nacque a Piacenza nel 1290. Nella vita del santo scritta nel 1590 dall’abate Vincenzo Littara, diceva: “dagli scritti esistenti la magnifica urna d’argento che ne conserva il Corpo, rilevasi che San Corrado nacque in Piacenza l’anno 1290″. Pietro Maria Campi (Vita di San Corrado – Piacenza 1614) segnò invece la nascita l’anno 1284.
Tra gli antenati della famiglia illustre dei Confalonieri è da segnalare la beata Adelasia (+1266), badessa benedettina in S. Siro di Piacenza. Com’era ambito onore dei gentiluomini di allora, anche Corrado si dedicò alle armi e nel tempo libero si dilettava di caccia. In una battuta di caccia per snidare la selvaggina, Corrado ordinò di appiccare il fuoco. Quell’imprudenza devastò casolari e raccolti, danneggiando molti proprietari che reclamarono il risarcimento. Il governatore di Piacenza, Galeazzo Visconti, vicario imperiale, per le lotte tra Guelfi e Ghibellini temette tragici avvenimenti e senz’altro fece riconoscere colpevole un uomo trovato sul luogo dell’incendio.
Avvenne il colpo di grazia. Corrado, proclamata la sua imprudenza accusò la sua colpa; volle risarcire gli ingenti danni arrecati dall’incendio. In questo episodio che ha del drammatico, Corrado si rivelò vero cavaliere nell’animo e nel gesto. E tale lo ammirò la sua fedele sposa Eufrosina che, compresa nei disegni di Dio, scelse il monastero francescano di Santa Chiara in Piacenza, quando Corrado decise di entrare tra i Terziari Regolari del Poverello d’Assisi a Calendasco (1315). In cerca di più solitudine, dopo aver peregrinato a Roma, in Terra Santa, a Malta, a Palermo, si indirizzo verso la Val di Noto. Così ci riferisce (lo pseudo?) padre Eugenio Guiti confessore del Santo, nella vita di S. Corrado scritta nel 1351: “…per meglio serviri a Deu, illu addimandau il Signore unni fussiru li megghiu aggenti di Sicilia, e li Siciliani ci dissuru: che a lu Val di Noto su li megghiu genti di Sicilia”.

Dal Calendario dei Fedeli e Portatori di San Corrado 2026, il mese di Novembre illustrato da Nuzzo Monello.
E benedetto dalle genti netine Corrado venne nell’antica Netum, nel 1343, si prestò a servire gli ammalati nell’ospedale di San Martino. Abitò le “celle” nella chiesa del SS. Crocifisso, unendosi nella penitenza a San Guglielmo Buccheri da Scicli. Diffondendosi la fama delle sue virtù, infastidito dalle frequenti visite anelò più solitudine e più penitenza, e nella grotta denominata dei Pizzoni che il popolo chiamerà grotta di San Corrado, l’uomo di Dio visse in preghiera e austerità. Dinnanzi al SS. Crocifisso (in una pittura attribuita a San Luca) si prostrava ogni venerdì. Ebbe il dono della profezia e dei miracoli. Quanti favori celesti ottenne! L’Arcivescovo Orsini di Siracusa si recò ai Pizzoni e chiese al Santo la cessazione della carestia (1348).
Dopo averla predetta, il 19 Febbraio 1351 assistito dal suo confessore sorella Morte colse il Santo prostrato in contemplazione estatica. Venne sepolto nella chiesa Madre di San Nicola. La larga fama di vita austera e santa, i molti prodigi indussero subito i reggitori della città a iniziare regolare processo dei fatti, e furono deputati all’uopo il confessore del Santo e fra Michele Lombardo. Gli atti di questo processo si smarrirono. Il periodo avignonese non spense però, anzi accrebbe la fervida devozione al Santo, tanto che nel 1485 il Vescovo di Siracusa Dalmazio Sandionisio istituì nuovo processo canonico. Fu trovato intatto il corpo, che venne messo in un’urna d’argento.
Il 12 Luglio 1515 Papa Leone X decretò il culto ufficiale al Santo per la Diocesi di Siracusa. Il 30 Ottobre 1544 Paolo III ne estese il culto a tutta la Sicilia.
Note tratte dal Web a cura di Nuzzo Monello














