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Davide Carlucci : “La rivoluzione del Sud. Perché il Mezzogiorno…”di Giovanni Ottaviano

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Davide Carlucci : “La rivoluzione del Sud. Perché il Mezzogiorno…”di Giovanni Ottaviano

      Davide Carlucci :

“La rivoluzione del Sud. Perché il Mezzogiorno può cambiare l’Italia”, Rubettino Editore, Soveria Mannelli, 2025, pag.200

di Giovanni Ottaviano

In questo libro l’autore mette in luce la sua esperienza di sindaco, dal 2013 al 2023, del Comune di Acquaviva delle fonti in Puglia, e la sua iniziativa intesa a creare una rete di sindaci del Meridione, il cui obiettivo principale è stato quello di poter usufruire dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) secondo una logica che, contrariamente a quella delle autonomie differenziate, potesse garantire una equa distribuzione delle risorse a tutela in particolare delle aree più svantaggiate.

Sotto questo profilo, gli investimenti devono essere mirati ai reali bisogni delle aree produttive. Un’alleanza, questa dei sindaci, espressione di una innovativa classe dirigente, che ha determinato un avvio di sviluppo nel Meridione in termini di valorizzazione del proprio territorio e che – osserva l’autore – …non ce n’è mai stata un’altra prima”.

Tuttavia, un esempio, in qualche modo, si può riscontrare in Età giolittiana, allorché Il Movimento Popolare, formato da elementi della borghesia produttiva e delle classi popolari, diede vita, specie nel Sud, ad amministrazioni che riuscirono a far fronte a gravi emergenze sociali quali quelle riguardanti la sanità e l’istruzione.

Un esempio di presa di coscienza della condizione del proprio territorio che proveniva appunto dal basso, cioé dai Comuni, sulla scia di una moderna cultura meridionalista animata da personaggi quali Giustino Fortunato, Napoleone Colaianni, Gaetano Salvemini e Francesco Saverio Nitti.

Oggi il Sud Italia, nonostante gli innegabili progressi avvenuti lungo tutto questo tempo, continua ad essere “…la metafora delle contraddizioni del Sud del mondo”, vittima di “…un sistema che tende a concentrare le ricchezze in alcune aree per sottrarle ad altre”, ma è comunque “…in grado di proporre all’Europa, come riportato nella quarta di copertina, un modello di sviluppo alternativo” che coinvolga le aree più marginalizzate di quest’ultima come, ad esempio, in Spagna.

Coordinare gli interventi in sede europea, come si suggerisce in questo lavoro, presuppone che le sue istituzioni, a cominciare dal Parlamento e dal Consiglio, riescano con efficienza a farvi fronte senza che ci siano quelle norme che continuano a condizionarne il funzionamento.

 Il buon funzionamento dell’Unione Europea è, difatti, per dirla con Benigni, Il Sogno che vorremmo presto si avveri perché di esso possano beneficiare tutti i Mezzogiorni d’Europa e dal quale venir fuori il cambiamento non solo dell’Italia ma dello stesso Continente.                                                                                                                                  

Giovanni Ottaviano

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